Un solo tono per la foto: il bitmap

L’industria della fotografia digitale è sempre più agguerrita in megapixel e mega risoluzioni, ma avete mai pensato su come si vedrebbe un’immagine composta da solo qualche centinaio di punti, per di più di uno stesso colore senza gradazioni? Ecco l’effetto BITMAP, provate a ingrandire l’immagine e poi vederla da almeno 1 metro, vi sembrerà una normale foto con sfumature, mentre nella realtà sono solo puntini neri di varie dimensioni ravvicinati tra loro. Il sistema veniva usato trenta anni fa sui quotidiani che pubblicavano le foto, che non avevano gradazioni di grigio o sfumature. Con questo stesso sistema si inviavano foto da una parte all’altra del mondo (quando internet non esisteva) attraverso la “tele-foto”.
La telefoto, è un’immagine fotografica ricevuta via linea telefonica (analogica) o telegrafica il cui principio si basa sulla trasformazione di segnali acustici in segnali luminosi che, emessi da una cellula fotoelettrica, impressionano della carta fotografica o pellicola fotosensibile.

Ideata dal francese Édouard Belin nel 1920, questo sistema di trasmissione delle immagini è stato in uso fino alla metà degli anni novanta del XX secolo presso tutte le agenzie di stampa e i principali quotidiani di informazione.
Oggi è stato totalmente soppiantato dalle immagini digitali trasmesse attraverso Internet.

Nel novembre del 1934 la telefoto fa la sua comparsa sulle colonne di Stampa Sera, l’edizione pomeridiana de La Stampa: è un’immagine della partita di calcio Inghilterra-Italia (la storica “Battaglia di Highbury”).

Qui sotto un particolare ingrandito della stessa immagine.

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